Lunedì, 02 Dicembre 2019 10:12

Progetto Il pensiero e la forma. Seguendo Kandisnskij

In data odierna ha avuto inizio il progetto in alcune classi seconde della scuola secondaria di primo grado.

Contesto del progetto

Da alcuni anni vari collaboratori del Laboratorio di Pedagogia Sperimentale dell’Università Roma Tre sono impegnati nello sviluppo di ricerche volte a stabilire la relazione che intercorre tra lo sviluppo di capacità percettivo-motorie e la crescita della competenza verbale, con speciale attenzione alla produzione di segni e all’acquisizione da parte degli allievi di un patrimonio simbolico. La prima di tali ricerche è stata intitolata Nulla dies sine linea (riprendendo una indicazione di Plinio il Vecchio) ed è stata curata da B. Vertecchi e pubblicata nel 2016 da Franco Angeli con il titolo I bambini e la scrittura.

Nel tempo intercorso ha preso consistenza un programma che rende sistematica l’attenzione nei confronti del processo di acquisizione nella scuola di capacità simboliche collegate alle competenze verbali. Tracciare segni, esclusivamente tramite operazioni manuali, si è rivelata una soluzione didattica di particolare efficacia. Tra le ricerche più direttamente collegate agli intenti del presente progetto si segnala la prima edizione di In interiori puero, svolta in collaborazione con i Musei Vaticani. Il presente progetto vuole ripercorrere il medesimo percorso verso l’autonomia, partendo dall’analisi di un’opera d’arte astratta Soft Hard realizzata da Wasilij Kandinskij nel 1927 e conservata in una collezione privata.

 

Obiettivi della ricerca

Si vuol sottoporre a verifica:

  • la capacità di sintesi
  • lo sviluppo del linguaggio
  • la capacità di compiere inferenze
  • la capacità di compiere operazione relative alla geometria piana.

 

Ipotesi

Hp1 - Il ricorso ripetuto a pratiche di produzione dei segni migliora le percezioni.

Hp2 - La padronanza del segno rafforza la competenza verbale

Hp3 - La produzione del segno stimola i processi di razionalizzazione collegati     all’acquisizione di strutture nell’apprendimento della geometria.

 

Metodologia della ricerca

Progetto è stato elaborato congiuntamente dalle Università di Modena e Reggio Emilia, Roma Tre e Foggia.

La ricerca prevede il coinvolgimento degli allievi di tre classi della scuola secondaria di primo grado (classe seconda), situate ciascuna in una scuola delle province di Reggio Emilia, Roma e Foggia.

Il gruppo sperimentale sarà costituito da circa 25 allievi per classe, per un totale di 75 allievi. Trattandosi di uno studio a carattere diacronico (ciò che interessa rilevare sono i cambiamenti che intervengono nel tempo di svolgimento delle attività), la verifica terrà conto della distribuzione di fattori qualitativi e quantitativi che sarà rilevata nella fase iniziale e finale.

Un prodotto collaterale della ricerca sarà la produzione di scale valutative volte a rilevare aspetti costitutivi delle rappresentazioni iconiche.

 

Procedura

Il punto di partenza della ricerca è un dipinto astratto di Wasilij Kandisnskij da cui verranno ritagliate le forme geometriche. Ogni forma costituirà il punto di partenza di uno stimolo così organizzato:

  • dai un titolo all’immagine (capacità di sintesi)
  • descrivi l’immagine in funzione della forma e del colore (sviluppo del linguaggio)
  • prova a descrivere i pensieri che l’immagine suscita in te (sviluppo della capacità inferenziale)
  • calcola una misura, ad esempio, angolo, perimetro, superficie, corda, diametro, raggio ecc. (compiere operazioni relative alla geometria piana)

Le attività avranno inizio il 2 dicembre 2019 e, per la parte sul campo, saranno completate il 15 gennaio (42 giorni di lavoro a cavallo delle vacanze natalizie).

I protocolli saranno inglobati in un archivio, sul quale il gruppo di ricerca condurrà le elaborazioni di tipo descrittivo e inferenziale che appariranno opportune.

 

Materiali della ricerca

Saranno preparati nelle tre sedi universitarie e distribuiti nelle scuole che parteciperanno all’esperimento.

Per ogni giorno gli allievi riceveranno un compito da svolgere, possibilmente, nei primi 15/20 minuti della giornata. Agli insegnanti verrà consegnato un registro settimanale su cui annotare le assenze e le eventuali osservazioni.

Alla fine dell’attività, un programma specialmente realizzato permetterà di proiettare la base del dipinto di Kandinskij e di introdurre uno ad uno nella posizione definita dall’artista gli elementi che gli allievi hanno analizzato singolarmente. Un ultimo compito servirà a rilevare la loro comprensione dell’armonia delle forme e dei colori presenti in un’opera d’arte astratta.